Bisogna fare molta attenzione a non confondere un paio di cose.
Sento sempre più spesso di persone che, come me un anno fa, ritengono di non potersi innamorare di altri che non siano complicati o, parafrasando, variamente stronzi.
Il meccanismo di attaccamento nei confronti di queste persone è abbastanza semplice: se qualcuno ti ferisce, provoca in te una reazione forte di dolore o indignazione che, se non riconosciuta o sfogata, genera un interminabile ciclo di pensieri rivolti unicamente a quel soggetto. Se non si capisce subito che il motivo per cui il nostro cervello è intasato da un'unica persona è quello che ci è stato fatto del male, allora si rischia di concentrarsi solo sul fatto che non stiamo pensando ad altro. Il che ci porta a chiederci il perché di questo fenomeno e a risponderci: "forse ne sono innamorato". E alla lunga a crederci.
Ritengo che convenga prestare attenzione solo quando qualcuno irrompe nella nostra testa con l'unica intenzione di farci del bene e di amarci.
Per tutti gli altri ci sono diverse formule appropriate di utilizzo rapido che, perlopiù, contemplano la parola "culo" variamente abbinata ad altri termini a scelta. Da usare!
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mercoledì 11 aprile 2012
martedì 14 febbraio 2012
Valentine's day
Qualche settimana fa, in treno, seduto davanti a me c'era un ragazzo africano, che sfogliava un piccolo dizionarietto di italiano. Quando l'ha chiuso ho sbirciato la prima pagina del volumetto, consunta e un po' sbrindellata, e ho letto: "JE T'AIME - TI AMO".
Com'è possibile che pochi e stupidi uomini di potere riempiano il mondo di guerre e di odio, mentre la maggior parte delle persone, dovunque, si preoccupa di tradurre "ti amo" in qualsiasi lingua? Com'è possibile che esista tanto orrore quando cerchiamo solo di amare ed essere riamati?
Com'è possibile che pochi e stupidi uomini di potere riempiano il mondo di guerre e di odio, mentre la maggior parte delle persone, dovunque, si preoccupa di tradurre "ti amo" in qualsiasi lingua? Com'è possibile che esista tanto orrore quando cerchiamo solo di amare ed essere riamati?
domenica 12 febbraio 2012
Eros e Thanatos
"I believe that love that is true and real creates a respite from death. All cowardice comes from not loving, or not loving well, which is the same thing. And when the man who is brave and true looks death squarely in the face like some rhino hunters I know, or Belmonte, who's truly brave. It is because they love with sufficient passion to push death out of their minds, until the return that it does to all men. And then you must make really good love again. Think about it". (Midnight in Paris)
lunedì 26 dicembre 2011
Come l'onda fa col mar
"- Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!
- Be', tutto dipende da dove vuoi andare!
- Oh veramente importa poco purché io riesca...
- Be', allora importa poco che strada prendi!"
(Alice nel Paese delle Meraviglie)
Queste vacanze di Natale arrivano dopo almeno una settimana di festa, durante la quale ho conosciuto un sacco di persone nuove, e ne ho riviste altre che mi hanno inaspettatamente e inspiegabilmente colpita.
E' già da un po' che sento il bisogno di riflettere e di fare ordine su alcune cose, e certo l'ultima sorpresa non ci voleva a turbare la mia infinita calma.
Ho finalmente trascorso un periodo natalizio sereno, senza ansie o tristezze che ne avevano rovinati così tanti... E' una novità che apprendo con gioia, perché da ora in poi saprò cosa significa stare bene da soli, o almeno cominciare ad assaporarne tutti i vantaggi! Ironia della sorte, dal nulla, spunta un pensiero che mi coccola e mi scalda il cuore, ma che non riesco a sviluppare, né a comprendere, e verso il quale, tutto sommato, sento paura.
Purtroppo credo di aver paura che questo pensiero non sia ricambiato nella sua ingiustificata intensità. Il mio pensiero persevera da quattro giorni: sfuma, rispunta, forse prima o poi mi abbandonerà, e probabilmente sarà meglio così, perché alla sua intensità non corrisponde una forte convinzione.
E' il pensiero di cose belle, e mi sconcerta corrisponda a lui. Anzi, è proprio del tutto assurdo.
Questi pensieri, che mi strattonano da una parte all'altra, non mi danno pace, ma so che non cercano di infastidirmi, vogliono solo essere compresi. Purtroppo per loro non ho nomi da dare, nè risposte soddisfacenti. Nella mia infinita confusione, infatti, vorrei essere solo egoisticamente certa di scoprirmi oggetto incontaminato dei suoi pensieri e della sua volontà, solo per non correre il rischio di essere io a soffrire.
Che inutili precauzioni! Perché non riesco ad occuparmi solo della mia, di volontà? Dovrebbe precedere qualsiasi altra congettura! Forse deriva proprio tutto da questo: che devo ancora riabilitare pienanamente me stessa; che devo ancora comprendere davvero cosa ritengo indispensabile.
Questo è uno dei buoni propositi per l'anno nuovo: ritrovarmi ed evitare pensieri troppo fuorvianti (ma quale lo è, davvero?), almeno quelli che non dispongono di solide basi sulle quali riflettere.
Per tutto il resto: "Que sera, sera"!
Per una volta sono assolutamente certa di una cosa: ho almeno imboccato la strada giusta.
"Le cose cambiano, rapide più dei perché...
... poi si confondono, scelgono loro per te"
- Be', tutto dipende da dove vuoi andare!
- Oh veramente importa poco purché io riesca...
- Be', allora importa poco che strada prendi!"
(Alice nel Paese delle Meraviglie)
Queste vacanze di Natale arrivano dopo almeno una settimana di festa, durante la quale ho conosciuto un sacco di persone nuove, e ne ho riviste altre che mi hanno inaspettatamente e inspiegabilmente colpita.
E' già da un po' che sento il bisogno di riflettere e di fare ordine su alcune cose, e certo l'ultima sorpresa non ci voleva a turbare la mia infinita calma.
Ho finalmente trascorso un periodo natalizio sereno, senza ansie o tristezze che ne avevano rovinati così tanti... E' una novità che apprendo con gioia, perché da ora in poi saprò cosa significa stare bene da soli, o almeno cominciare ad assaporarne tutti i vantaggi! Ironia della sorte, dal nulla, spunta un pensiero che mi coccola e mi scalda il cuore, ma che non riesco a sviluppare, né a comprendere, e verso il quale, tutto sommato, sento paura.
Purtroppo credo di aver paura che questo pensiero non sia ricambiato nella sua ingiustificata intensità. Il mio pensiero persevera da quattro giorni: sfuma, rispunta, forse prima o poi mi abbandonerà, e probabilmente sarà meglio così, perché alla sua intensità non corrisponde una forte convinzione.
E' il pensiero di cose belle, e mi sconcerta corrisponda a lui. Anzi, è proprio del tutto assurdo.
Questi pensieri, che mi strattonano da una parte all'altra, non mi danno pace, ma so che non cercano di infastidirmi, vogliono solo essere compresi. Purtroppo per loro non ho nomi da dare, nè risposte soddisfacenti. Nella mia infinita confusione, infatti, vorrei essere solo egoisticamente certa di scoprirmi oggetto incontaminato dei suoi pensieri e della sua volontà, solo per non correre il rischio di essere io a soffrire.
Che inutili precauzioni! Perché non riesco ad occuparmi solo della mia, di volontà? Dovrebbe precedere qualsiasi altra congettura! Forse deriva proprio tutto da questo: che devo ancora riabilitare pienanamente me stessa; che devo ancora comprendere davvero cosa ritengo indispensabile.
Questo è uno dei buoni propositi per l'anno nuovo: ritrovarmi ed evitare pensieri troppo fuorvianti (ma quale lo è, davvero?), almeno quelli che non dispongono di solide basi sulle quali riflettere.
Per tutto il resto: "Que sera, sera"!
Per una volta sono assolutamente certa di una cosa: ho almeno imboccato la strada giusta.
"Le cose cambiano, rapide più dei perché...
... poi si confondono, scelgono loro per te"
mercoledì 9 novembre 2011
I hated
L'odio consuma. Già, mi direte, fortuna che l'ho capito. Sì, in realtà l'odio mi aveva già consumata un'altra volta nella vita, solo una, ormai quasi dodici anni fa. Si sa, il tempo non fa dimenticare ma attenua, e un sentimento accecante come l'odio non si rifiuta con tanta facilità.
C'erano tanti segnali che potevano avvertirmi e tante voci, ma ho voluto essere cieca e sorda.
Alcune persone a me vicine mi hanno lasciata bruciare, e credo siano state le più sagge. Già, perché altrimenti non mi sarei mai neanche avvicinata ad un'uscita, forse. "E' troppo presto", mi hanno detto, ma non capivo. Sono una persona impaziente, quando desidero qualcosa vorrei averla subito, e io desideravo solo stare ancora bene, ridere di gusto e diventare finalmente indifferente. Ho creduto di vedere una scorciatoia nel male: nel vedere tutto male. Non mi ero accorta del precipizio in fondo alla strada. Se si impacchetta il proprio passato e lo si demolisce, questo diventa un errore - un errore con tremende ripercussioni sul presente - ed è solo questione di tempo prima di rendersi conto di chi sia il soggetto di quell'errore. Operazione autodistruttiva, per l'appunto.
Eppure sembra di trovarsi su di una corsa irrefrenabile verso il suicidio psicologico, perché l'unica via d'uscita è pensare a cose positive, al fatto che non tutto sia da demolire... ma questo fa davvero troppa paura! Paura di scoprirsi conniventi con chi ci ha fatto soffrire, paura di arrivare a perdonare quello che ci è stato fatto. Non sfiora nemmeno il cervello che si tratti di due cose completamente differenti: infatti vedere con chiarezza ciò che è stato vissuto significa riconciliarsi con il passato, mentre perdonare è un'azione che si compie nel presente, e non è necessariamente richiesta.
Il panico, il dolore e la stanchezza hanno fortunatamente avuto il potere di svegliarmi, prima di soccombere (una personale caratteristica che trovo sempre molto utile), e i sogni mi hanno aiutata a vedere ciò che la mia mente si rifiutava di accettare.
Finché ieri sera mi sono accorta che un'azione stupida come mettermi la crema sulle gambe, prima di andare a dormire, è un indice ben preciso del mio stato di salute psichico (ieri sera, tanto per cominciare, l'ho messa - fosse anche solo per scaramanzia): era già qualche giorno che stavo male. Più che qualche giorno, anzi, è stato un latente e intero periodo di buio! Ecco, proprio ieri, a coronamento di una banale abitudine temporaneamente persa, ho trovato il coraggio - oltre che la forza - di capire una cosa in più: conviene sempre ascoltare i propri fantasmi.
Andare avanti a demolire una persona che si è scelta per anni porta solo alla distruzione. Non c'è niente e nessuno che mi chieda di prendere posizioni nei suoi confronti, ora, ma il mio passato ingarbugliato meritava da parte mia l'attenzione che si rivolge alla verità.
Ho voluto tagliare di netto con la mia storia, senza rispettarla, e ho lasciato indietro una parte di me che voleva solo continuare a crescere nel futuro con le sue colpe, le sue sofferenze, gli sbagli, le risate, le belle giornate, le lacrime, le ansie, i baci e gli sguardi. C'ero anche io. Come ho fatto ad incastrarmi a pensare che sia stato tutto solo male? Certamente lo è stato alla fine, ma perché prendermela indiscriminatamente con quello che ho vissuto prima?
La paura che se avessi ricordato davvero sarei stata meno forte è semplicemente illusoria, e deve sparire. Niente al mondo mi farà dimenticare il motivo per cui me ne sono andata, il perché restare nei giochi mi avrebbe fatto troppo male. E' stata una decisione giusta, della quale non mi pentirò mai. Perché dovrei pentirmi del resto? Ho sempre fatto tutto quanto era in mio potere proprio perché non dovessi mai trovarmi a rimpiangere niente. Come ho potuto dimenticarlo?
Adesso? Sono sola, e non mi sono mai sentita più autentica, d'altra parte mi rendo conto solo ora, davvero, di quanto sia difficile per me fidarmi. Paura anche questa? Indubbiamente, ma per una volta, forse, non è richiesto solo il mio sforzo per superarla. Su questo solo il futuro si pronuncerà.
Un'ultima nota: credo che i bambini siano gli unici ad aver capito come usare gli stivali di gomma quando piove!
C'erano tanti segnali che potevano avvertirmi e tante voci, ma ho voluto essere cieca e sorda.
Alcune persone a me vicine mi hanno lasciata bruciare, e credo siano state le più sagge. Già, perché altrimenti non mi sarei mai neanche avvicinata ad un'uscita, forse. "E' troppo presto", mi hanno detto, ma non capivo. Sono una persona impaziente, quando desidero qualcosa vorrei averla subito, e io desideravo solo stare ancora bene, ridere di gusto e diventare finalmente indifferente. Ho creduto di vedere una scorciatoia nel male: nel vedere tutto male. Non mi ero accorta del precipizio in fondo alla strada. Se si impacchetta il proprio passato e lo si demolisce, questo diventa un errore - un errore con tremende ripercussioni sul presente - ed è solo questione di tempo prima di rendersi conto di chi sia il soggetto di quell'errore. Operazione autodistruttiva, per l'appunto.
Eppure sembra di trovarsi su di una corsa irrefrenabile verso il suicidio psicologico, perché l'unica via d'uscita è pensare a cose positive, al fatto che non tutto sia da demolire... ma questo fa davvero troppa paura! Paura di scoprirsi conniventi con chi ci ha fatto soffrire, paura di arrivare a perdonare quello che ci è stato fatto. Non sfiora nemmeno il cervello che si tratti di due cose completamente differenti: infatti vedere con chiarezza ciò che è stato vissuto significa riconciliarsi con il passato, mentre perdonare è un'azione che si compie nel presente, e non è necessariamente richiesta.
Il panico, il dolore e la stanchezza hanno fortunatamente avuto il potere di svegliarmi, prima di soccombere (una personale caratteristica che trovo sempre molto utile), e i sogni mi hanno aiutata a vedere ciò che la mia mente si rifiutava di accettare.
Finché ieri sera mi sono accorta che un'azione stupida come mettermi la crema sulle gambe, prima di andare a dormire, è un indice ben preciso del mio stato di salute psichico (ieri sera, tanto per cominciare, l'ho messa - fosse anche solo per scaramanzia): era già qualche giorno che stavo male. Più che qualche giorno, anzi, è stato un latente e intero periodo di buio! Ecco, proprio ieri, a coronamento di una banale abitudine temporaneamente persa, ho trovato il coraggio - oltre che la forza - di capire una cosa in più: conviene sempre ascoltare i propri fantasmi.
Andare avanti a demolire una persona che si è scelta per anni porta solo alla distruzione. Non c'è niente e nessuno che mi chieda di prendere posizioni nei suoi confronti, ora, ma il mio passato ingarbugliato meritava da parte mia l'attenzione che si rivolge alla verità.
Ho voluto tagliare di netto con la mia storia, senza rispettarla, e ho lasciato indietro una parte di me che voleva solo continuare a crescere nel futuro con le sue colpe, le sue sofferenze, gli sbagli, le risate, le belle giornate, le lacrime, le ansie, i baci e gli sguardi. C'ero anche io. Come ho fatto ad incastrarmi a pensare che sia stato tutto solo male? Certamente lo è stato alla fine, ma perché prendermela indiscriminatamente con quello che ho vissuto prima?
La paura che se avessi ricordato davvero sarei stata meno forte è semplicemente illusoria, e deve sparire. Niente al mondo mi farà dimenticare il motivo per cui me ne sono andata, il perché restare nei giochi mi avrebbe fatto troppo male. E' stata una decisione giusta, della quale non mi pentirò mai. Perché dovrei pentirmi del resto? Ho sempre fatto tutto quanto era in mio potere proprio perché non dovessi mai trovarmi a rimpiangere niente. Come ho potuto dimenticarlo?
Adesso? Sono sola, e non mi sono mai sentita più autentica, d'altra parte mi rendo conto solo ora, davvero, di quanto sia difficile per me fidarmi. Paura anche questa? Indubbiamente, ma per una volta, forse, non è richiesto solo il mio sforzo per superarla. Su questo solo il futuro si pronuncerà.
Un'ultima nota: credo che i bambini siano gli unici ad aver capito come usare gli stivali di gomma quando piove!
giovedì 3 novembre 2011
Assenza
"C'è troppo bianco, qui. Tu vuoi che siamo troppo bianchi.
Io voglio il giallo (no, non il grigio, proprio il giallo: il bianco sporco).
Voglio che usciamo in strada, che ci teniamo per mano, che ci guardiamo negli occhi e ci vediamo per quelli che siamo davvero: sporchi.
Voglio che solo dopo, stanchi ma felici, portiamo il giallo in questa stanza, e solo così, infine, facciamo l'amore".
Ho cercato di dire cose ben più esplicite nella realtà, e non mi aspetto che mi si capisca in un sogno. Qualsiasi cosa avessi potuto dire ecco cos'era veramente importante: è sempre stato il bianco quello che voleva, la perfezione.
Io? Tra esami, stanchezza e clausura non faccio altro che pensare che è tutto qui quello che vorrei trovare dall'amore: tanto giallo.
Le mie scuse per l'assenza.
Io voglio il giallo (no, non il grigio, proprio il giallo: il bianco sporco).
Voglio che usciamo in strada, che ci teniamo per mano, che ci guardiamo negli occhi e ci vediamo per quelli che siamo davvero: sporchi.
Voglio che solo dopo, stanchi ma felici, portiamo il giallo in questa stanza, e solo così, infine, facciamo l'amore".
Ho cercato di dire cose ben più esplicite nella realtà, e non mi aspetto che mi si capisca in un sogno. Qualsiasi cosa avessi potuto dire ecco cos'era veramente importante: è sempre stato il bianco quello che voleva, la perfezione.
Io? Tra esami, stanchezza e clausura non faccio altro che pensare che è tutto qui quello che vorrei trovare dall'amore: tanto giallo.
Le mie scuse per l'assenza.
domenica 11 settembre 2011
The dream of love is a two hearted dream
"Lonely, loney, loney, cos my mother told me
The dream of love is a two hearted dream" (Bat for Lashes - Sleep Alone)
Questo 2011 è veramente una fregatura. In un anno sono riuscita a "perdere" non uno, ma due uomini e, considerato che al 31 dicembre mancano ancora quasi tre mesi, mi dichiaro ufficialmente un po' preoccupata. Che dire? Il primo, dopo quattro anni, ha scelto un'altra, il secondo sé stesso. Tutto sommato vedo un miglioramento! (Risata registrata)
Col migliore dei propositi cercherò di leggere tutto questo come il necessario prezzo da pagare, i gradini che mi stanno portando più in alto, perché tutto quello che ho chiesto sinceramente e con reale intensità, alle stelle, è di avere una vita felice.
Nel frattempo devo fare i conti con me stessa e conservare con cura i frammenti di ciò che è rimasto di me. Oggi posso cominciare a farlo. Perciò ecco quello che sono sempre stata solamente io, le mie abitudini, le mie coccole più profonde, le mie ancore nelle tempeste più nere:
- Il sapore del dentrificio in bocca;
- La felpa di sera, quando fa freddo;
- Un romanzo fantasy prima di addormentarmi;
- Le storie a puntate quando chiudo gli occhi;
- L'odore del letame sparso sui campi.
Non sarà tutto, ma credo siano ottime basi da cui ripartire.
Da sola.
The dream of love is a two hearted dream" (Bat for Lashes - Sleep Alone)
Questo 2011 è veramente una fregatura. In un anno sono riuscita a "perdere" non uno, ma due uomini e, considerato che al 31 dicembre mancano ancora quasi tre mesi, mi dichiaro ufficialmente un po' preoccupata. Che dire? Il primo, dopo quattro anni, ha scelto un'altra, il secondo sé stesso. Tutto sommato vedo un miglioramento! (Risata registrata)
Col migliore dei propositi cercherò di leggere tutto questo come il necessario prezzo da pagare, i gradini che mi stanno portando più in alto, perché tutto quello che ho chiesto sinceramente e con reale intensità, alle stelle, è di avere una vita felice.
Nel frattempo devo fare i conti con me stessa e conservare con cura i frammenti di ciò che è rimasto di me. Oggi posso cominciare a farlo. Perciò ecco quello che sono sempre stata solamente io, le mie abitudini, le mie coccole più profonde, le mie ancore nelle tempeste più nere:
- Il sapore del dentrificio in bocca;
- La felpa di sera, quando fa freddo;
- Un romanzo fantasy prima di addormentarmi;
- Le storie a puntate quando chiudo gli occhi;
- L'odore del letame sparso sui campi.
Non sarà tutto, ma credo siano ottime basi da cui ripartire.
Da sola.
sabato 10 settembre 2011
Sì
Sì, sono una pazza, scriteriata, paranoica e permalosa.
A chi non capita di avere giornate no? Non posso capire una persona a cui la vita sembra andare sempre bene, che fa spallucce a qualsiasi cosa, che se c'è una mosca che la infastidisce semplicemente gira i tacchi e se ne va. Quello che passa a me, di un atteggiamento come questo, è che non gliene importi proprio niente di niente e di nessuno; che il mondo, volendo, potrebbe anche iniziare a girare al contrario.
Mi piacerebbe essere così? Sì! A chi non piacerebbe? Vivrei immersa in una bolla di assoluto egocentrismo, condito con abbondante menefreghismo. Forse non saprei cos'è la tristezza e cos'è la felicità, ma chisseneimporta? Equilibrio, stabile, permanente, intangibile: sono la più piccola particella del mondo, ma solo i miei occhi possono far girare l'asse terrestre.
Invece no, non potrò mai essere così. Vicino a certe persone sono solo condannata ad essere un satellite che si affanna a carpire il segreto di un inutile Buddah. E' questo che mi affascina tanto? Non essere in grado di smuovere un capello della sua mite e infinita pacatezza?
Eccomi: questa è una giornata no. Probabilmente ne seguiranno altre: ne ho il sacrosanto diritto. Come si suol dire: pigliatevi carne, perché oggi vendiamo solo quella.
A chi non capita di avere giornate no? Non posso capire una persona a cui la vita sembra andare sempre bene, che fa spallucce a qualsiasi cosa, che se c'è una mosca che la infastidisce semplicemente gira i tacchi e se ne va. Quello che passa a me, di un atteggiamento come questo, è che non gliene importi proprio niente di niente e di nessuno; che il mondo, volendo, potrebbe anche iniziare a girare al contrario.
Mi piacerebbe essere così? Sì! A chi non piacerebbe? Vivrei immersa in una bolla di assoluto egocentrismo, condito con abbondante menefreghismo. Forse non saprei cos'è la tristezza e cos'è la felicità, ma chisseneimporta? Equilibrio, stabile, permanente, intangibile: sono la più piccola particella del mondo, ma solo i miei occhi possono far girare l'asse terrestre.
Invece no, non potrò mai essere così. Vicino a certe persone sono solo condannata ad essere un satellite che si affanna a carpire il segreto di un inutile Buddah. E' questo che mi affascina tanto? Non essere in grado di smuovere un capello della sua mite e infinita pacatezza?
Eccomi: questa è una giornata no. Probabilmente ne seguiranno altre: ne ho il sacrosanto diritto. Come si suol dire: pigliatevi carne, perché oggi vendiamo solo quella.
mercoledì 31 agosto 2011
Ma fuck!
Ma chi sono, poi, io? Il babbo Natale degli stronzi?
Com'è che, gira e rigira, devo sempre essere quella che regala scusanti, che sorride quando le si tira merda, che incassa le critiche, anche quelle più distruttive?
Per quale recondito motivo se capita che mi crolli addosso un grattacielo, il primo Merda che passa e che fa la "fatica" di levare un mattoncino dalla cima delle macerie, potrebbe rischiare di godere della mia eterna gratitudine?
C'è una qualche legge secondo la quale il fatto che io possa concorrere a miss la-più-accomodante-delle-persone implichi, come premio, dei calci in culo?
Ma, soprattutto, perché non mi basta essere arci-stufa di questa condizione?
Non è che, per caso, io sia schiava dell'amore per la libertà altrui, ma non c'è verso che sia tanto accondiscendente da concederla anche a me stessa?
Ogni tanto un sano "vaffanculo" alla persona giusta può essere risolutivo. Ho disimparato a litigare.
Com'è che, gira e rigira, devo sempre essere quella che regala scusanti, che sorride quando le si tira merda, che incassa le critiche, anche quelle più distruttive?
Per quale recondito motivo se capita che mi crolli addosso un grattacielo, il primo Merda che passa e che fa la "fatica" di levare un mattoncino dalla cima delle macerie, potrebbe rischiare di godere della mia eterna gratitudine?
C'è una qualche legge secondo la quale il fatto che io possa concorrere a miss la-più-accomodante-delle-persone implichi, come premio, dei calci in culo?
Ma, soprattutto, perché non mi basta essere arci-stufa di questa condizione?
Non è che, per caso, io sia schiava dell'amore per la libertà altrui, ma non c'è verso che sia tanto accondiscendente da concederla anche a me stessa?
Ogni tanto un sano "vaffanculo" alla persona giusta può essere risolutivo. Ho disimparato a litigare.
giovedì 4 agosto 2011
Barboncini, protagoniste e sindromi
"Chi si accontenta gode" è una massima che ho sempre pensato non trovi spazio in amore. Ne sono tuttora convinta, ma noto sempre di più, in questa società, un tendere infinito alla perfezione, che fa male.
Ho provato a concentrarmi sulla questione e devo dire, in tutta onestà, che se non ci fosse nessun minimo difetto, se la persona con cui ho a che fare fosse oggettivamente meravigliosa, io sarei già cotta e irrecuperabile. Ma perché c'è bisogno di quell'"oggettivamente"?
Ecco perché: mia sorella ha sottoposto alla mia attenzione il caso della sindrome "del barboncino". Per quanto non sia un cane che mi piaccia granché, la sua immagine attiva subito la corteccia cerebrale e il collegamento è immediato: trattasi di cane da esposizione. La patologia, più comune di quanto si pensi in ambo i sessi, provoca una strana alterigia durante il passeggio e pensieri quali "Visto il mio cane da esposizione? E' un soggetto ad alta tipicità di razza, buona la testa, buona la linea superiore e il torace, già abbastanza sviluppato tenendo conto la giovane età, buone angolature e gli appiombi, ben raccolti i piedi, buona la pigmentazione generale. Si muove bene. Molto promettente" (ok, questo è Docky, un Cocker Spaniel, ma il concetto non cambia).Quale insano tasto tocca l'inutilità di avere un "uomo da passeggio"? Cosa si vuole comunicare alle nostre "simili"? Forse "Invidiami la facciata"? Cosa sentono le orecchie del nostro orgoglio? "Che bella coppia!"
Dubito che tanti di noi siano nati così e, a parte l'imprinting delle favole con annesso principe azzurro (che credo comunque abbiano rovinato molte vite), cos'è di queste inutili scemenze che ci condiziona ancora così tanto?
Ieri sera ho intravisto la causa nel pericolo di un altro tipo di sindrome, quella "della protagonista". Ecco, mi sono detta, le protagoniste ottengono sempre di stare con l'uomo migliore. Così ho fatto una ricerca, che fortunatamente mi ha positivamente stupita.
C'è almeno un caso eclatante, di partenza, che conosciamo tutti: Robin Hood e Lady Marian. Coppia perfetta, da favola, bello lui, bella lei. Ma vogliamo parlare della sempre poco malcelata possibile storia d'amore fra "Lady Cocca" e Little John? Chissà com'erano davvero, ma anche mettendosi d'impegno sono sempre meno irresistibilmente attraenti dei due protagonisti. Seguendo il primo esempio il postulato dovrebbe quindi essere: l'uomo della protagonista è sempre il più bello. E' davvero così?
Romeo e Giulietta? Rose e Jack (Titanic)? Meravigliosi e tragici: struggevolmente splendidi. Sandy e Danny (Grease)? I più belli del cast. Westley e Bottondoro (La Storia Fantastica)? Irraggiungibili. Carrie e Big (Sex & the City)? La storia impossibile (e quando si usa il termine "impossibile" non si allude alla possibilità che sia possibile a qualcuno).Fin qua tutto mi dava ragione, stavo quasi per prendermela con gli sceneggiatori e i responsabili dei cast, quando mi sono accorta che, nonostante la bellezza, ciò che rende davvero indimenticabili queste coppie è che il loro è un amore davvero invidiabile, e che il loro fascino sopravviverebbe all'aspetto fisico.
Quindi a che serve l'"uomo da passeggio"? A ricordarci che siamo noi le protagoniste e le altre solo comparse? Forse è davvero così. Ben triste prospettiva.
Eppure, se si cambiasse punto di vista, se si ragionasse consapevoli che non c'è altro protagonista nella nostra vita se non noi stessi, uomini e donne, comparirebbe Léon, che è tutto tranne che bello, ma attraverso gli occhi di Matilde è l'uomo più affascinante del mondo, e lo è davvero; oppure Peter Parker, che non potrà mai oggettivamente competere con Harry Osborn, ma se fossimo in Mary Jane non avremmo dubbi; o ancora Paulie Bleeker... si potrebbe essere più d'accordo con Juno?
Ecco fatto. Il protagonista vero sceglie l'amore della sua vita e se ne frega.
E convince tutti.
lunedì 18 luglio 2011
Dance with me
Amore non è amore se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l'altro si allontana.
Oh, no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto,
e nessuno ha mai amato.
(W. Shakespeare)
venerdì 8 luglio 2011
I found myself alive
In the nighttime
when the world is at it's rest
you will find me
in the place I know the best
dancin', shoutin'
flyin' to the moon
(you) don't have to worry
'cause I'll be come back soon
and we build up castles
in the sky and in the sand
design our own world
ain't nobody understand
I found myself alive
in the palm of your hand
as long as we are flyin'
All this world ain't got no end
in the daytime
you wil find me by your side
tryin' to do my best
and tryin' to make things right
when it all turns wrong
there's no fault but mine
but it won't hit hard
'cause you let me shine
and we build up castles
in the sky and in the sand
design our own world
ain't nobody understand
I found myself alive
in the palm of your hand
as long as we are flyin'
this world ain't got no end
Fine del sano lavoro di cantiere, inizio del delirio sui libri che durerà fino a venerdì.
Nella mia testa sono avvenuti tanti di quei cambiamenti in un solo mese che faccio fatica a comprenderli, quanto al seguirli è come se fossi impigliata nelle briglie di un animale impazzito - le mie innumerevoli e contradditorie emozioni.
A volte ringrazio, altre maledico tutto.
Durante il giorno amo il mio presente al punto da aver paura che si distrugga, nella notte le stesse paure fanno riemergere il passato, quasi mi mettessi in guardia da sola sugli errori che potrei commettere, sul male che rischio di lasciarmi provocare.
Non so dove sto andando, forse mi trovo solo su una divertente e snervante altalena, ma so per certo che se sto sbagliando lo sto facendo finalmente in modo nuovo!
when the world is at it's rest
you will find me
in the place I know the best
dancin', shoutin'
flyin' to the moon
(you) don't have to worry
'cause I'll be come back soon
and we build up castles
in the sky and in the sand
design our own world
ain't nobody understand
I found myself alive
in the palm of your hand
as long as we are flyin'
All this world ain't got no end
in the daytime
you wil find me by your side
tryin' to do my best
and tryin' to make things right
when it all turns wrong
there's no fault but mine
but it won't hit hard
'cause you let me shine
and we build up castles
in the sky and in the sand
design our own world
ain't nobody understand
I found myself alive
in the palm of your hand
as long as we are flyin'
this world ain't got no end
Fine del sano lavoro di cantiere, inizio del delirio sui libri che durerà fino a venerdì.
Nella mia testa sono avvenuti tanti di quei cambiamenti in un solo mese che faccio fatica a comprenderli, quanto al seguirli è come se fossi impigliata nelle briglie di un animale impazzito - le mie innumerevoli e contradditorie emozioni.
A volte ringrazio, altre maledico tutto.
Durante il giorno amo il mio presente al punto da aver paura che si distrugga, nella notte le stesse paure fanno riemergere il passato, quasi mi mettessi in guardia da sola sugli errori che potrei commettere, sul male che rischio di lasciarmi provocare.
Non so dove sto andando, forse mi trovo solo su una divertente e snervante altalena, ma so per certo che se sto sbagliando lo sto facendo finalmente in modo nuovo!
domenica 22 maggio 2011
Blog and Muses
Riordinando il blog ho deciso di inserire delle "pratiche" etichette per dare la possibilità di scorrere le pagine per argomento. Giusto per complicarmi (e soprattutto complicarvi) la vita, ho deciso di assegnare una Musa ad ogni "estensione mentale".
Calliope: ogni manifestazione artistica visiva (anche se, per onore del vero, Calliope è la musa dell'epica);
Clio: la musa della storia;
Erato: tutto ciò che riguarda l'amore;
Euterpe: dea della musica;
Melpomene: la tragedia (leggi anche sfiga/manifestazioni depressive... bleah);
Polimnia: la mental extension per eccellenza, la filosofia;
Talia: la commedia, perciò tutto ciò che riguarda un po' la mia vita, le mie foto e cose divertenti random.
Mancano all'appello Tersicore e Urania... ma non è detto che non approdino anche loro, un giorno!
Non resta che augurare good trip!
Calliope: ogni manifestazione artistica visiva (anche se, per onore del vero, Calliope è la musa dell'epica);
Clio: la musa della storia;
Erato: tutto ciò che riguarda l'amore;
Euterpe: dea della musica;
Melpomene: la tragedia (leggi anche sfiga/manifestazioni depressive... bleah);
Polimnia: la mental extension per eccellenza, la filosofia;
Talia: la commedia, perciò tutto ciò che riguarda un po' la mia vita, le mie foto e cose divertenti random.
Mancano all'appello Tersicore e Urania... ma non è detto che non approdino anche loro, un giorno!
Non resta che augurare good trip!
sabato 21 maggio 2011
I am a capsule of energy
E' importante riconoscere in ciò che si prova per un'altra persona una manifestazione di se stessi, un riflesso. Credere che se mancherà l'oggetto, cesserà di esistere anche il soggetto che sentiva quelle emozioni è scorretto, oltre che autolesionista.
Come ho fatto a subire certe situazioni per anni? Ero davvero così convinta che non ci fosse niente di meglio? Per fortuna il cervello prima o poi guarisce.
Come ho fatto a subire certe situazioni per anni? Ero davvero così convinta che non ci fosse niente di meglio? Per fortuna il cervello prima o poi guarisce.
mercoledì 18 maggio 2011
There is something in my mind keeps me up at night
Lasciatemi pure così: sdraiata da qualche parte. Persa in pensieri impossibili, irreali e meravigliosi. A braccia aperte, per sentire il vento fra le dita; a ridere delle lacrime con il viso rivolto al cielo, gli occhi fissi sulle foglie degli alberi. Lasciate che resista alla mia amata Madre, mentre mi pettina i capelli con le unghie, prima di addormentarmi, e costringe il mio sguardo ad alzarsi e a volare, per non curarmi dei pensieri scuri che sono sulla terra - sotto di me. Non mi occorrono distrazioni, mia cara Amica. No, non ci sono: qualsiasi romanzo è meno bello della storia che mi sto raccontando. Lasciami qui anche tu, e non preoccuparti se non riuscirò a riposare. Non serve.
Lasciatemi tendere al bianco accecante di una luce nuova, ancora fredda, perché voglio scoprirvi il nero più fitto...
Let me breathe for you.
Let me know you too.
Let me take the pain from you.
And let me see you through your eyes
I will be at your side.
I'll surround you
And protect you.
Let me glow with you
And I will cut all the blues
To decorate your room.
Let us consciously decide
That we will be each others guides
To navigate the room.
Let me breathe for you.
Lasciatemi tendere al bianco accecante di una luce nuova, ancora fredda, perché voglio scoprirvi il nero più fitto...
Let me breathe for you.
Let me know you too.
Let me take the pain from you.
And let me see you through your eyes
I will be at your side.
I'll surround you
And protect you.
Let me glow with you
And I will cut all the blues
To decorate your room.
Let us consciously decide
That we will be each others guides
To navigate the room.
Let me breathe for you.
martedì 17 maggio 2011
Fell in Love
Sono innamorata! Dio... da quanto non mi capitava?
Fenomenologia del sentimento:
- Crescendo di sensazioni di imbarazzo e desiderio;
- Sorriso mattutino;
- Battito cardiaco accelerato anche se fisso le piastrelle;
- Incapacità di concentrazione sulle lezioni;
- Emissione continua di cuoricini e fiorellini dai pori della pelle;
- Farfalline ovunque;
- Risata facile;
- Rincoglionimento totale che all'eccesso mi ha portato al mal di testa... come se avessi riso troppo... una cosa così;
- Spasmodica voglia di dichiarare al mondo la splendida persona cui desidererei consacrarmi (almeno per oggi?);
- Ansia: e se è troppo tardi? Tutto questo meraviglioso prossimo futuro sprecato?
- Disinvoltura totale;
- Amore per il resto dell'umanità.
E' davvero la droga più potente del mondo!
Ora devo solo... calmarmi?
Domani saprò se ho ancora tutta questa roba addosso, e tutto questo pressante tendere al contatto. Devo vederlo. Presto.
Gongolo.... :_)
Fenomenologia del sentimento:
- Crescendo di sensazioni di imbarazzo e desiderio;
- Sorriso mattutino;
- Battito cardiaco accelerato anche se fisso le piastrelle;
- Incapacità di concentrazione sulle lezioni;
- Emissione continua di cuoricini e fiorellini dai pori della pelle;
- Farfalline ovunque;
- Risata facile;
- Rincoglionimento totale che all'eccesso mi ha portato al mal di testa... come se avessi riso troppo... una cosa così;
- Spasmodica voglia di dichiarare al mondo la splendida persona cui desidererei consacrarmi (almeno per oggi?);
- Ansia: e se è troppo tardi? Tutto questo meraviglioso prossimo futuro sprecato?
- Disinvoltura totale;
- Amore per il resto dell'umanità.
E' davvero la droga più potente del mondo!
Ora devo solo... calmarmi?
Domani saprò se ho ancora tutta questa roba addosso, e tutto questo pressante tendere al contatto. Devo vederlo. Presto.
Gongolo.... :_)
martedì 19 aprile 2011
Rest in peace
"Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in verità, sono una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere conosciute". (M. Zimmer Bradley - Le nebbie di Avalon).
Alcuni dicono che non c'è limite al peggio. Io preferisco pensare che non ci sia limite al meglio.
Nella vita è bene fare scelte consapevoli e prendere tutto di petto, sia che esso bruci per il male o per il piacere. Sarebbe davvero un peccato vedere tutto attraverso una spessa coltre di nebbioso dolore. Inaccettabile.
Contare le nostre azioni, questo è bene. Osservare ciò che abbiamo davanti agli occhi, e non limitarci a sguardi assenti e distratti. Tutto ciò che distoglie dallo splendore è, almeno in quel momento, nocivo.
Spero che la bellezza e il mistero del lago di Como nascosti, eppure così vividamente disturbanti, mi accompagnino per un po', insieme agli occhi blu di un ragazzo incontrato per caso che, a sua insaputa, mi ha ricordato che esisto ancora, che sono, e sono sempre stata, in barba alla mia incuria, che non mi ha permesso di accorgermi che un velo nero mi aveva nascosta, anche a me stessa.
Sono sempre stata libera, ma ora mi sento anche liberata, e in momenti come questi mi compiaccio della mia indulgenza, mostrata sempre troppo agli altri, e poco a me.
C'è chi direbbe, dopo una grande decisione, "io ricomincio da qui", ma non c'è proprio niente che inizi di nuovo: tutto continua, si muove, sposta pesantemente ingranaggi, si affanna. Nonostante tutto, ciò che importa davvero è non staccare mai gli occhi dall'oriente, perché il sole, terminato il suo ciclo, tornerà. Sempre.
Mi credereste se vi dicessi che andrà tutto bene? Io l'avevo dimenticato, ma è davvero così, qualunque cosa accada. E continuerà ad essere così, finché ringrazieremo prima di tutto noi stessi, nel bene e nel male.
Spero che chiunque non riesca a comprendere tutto questo, un giorno, si accorga delle mie risate.
E grazie a Scarlino (GR), quasi una settimana fa. Un tributo agli amici!
Alcuni dicono che non c'è limite al peggio. Io preferisco pensare che non ci sia limite al meglio.
Nella vita è bene fare scelte consapevoli e prendere tutto di petto, sia che esso bruci per il male o per il piacere. Sarebbe davvero un peccato vedere tutto attraverso una spessa coltre di nebbioso dolore. Inaccettabile.
Contare le nostre azioni, questo è bene. Osservare ciò che abbiamo davanti agli occhi, e non limitarci a sguardi assenti e distratti. Tutto ciò che distoglie dallo splendore è, almeno in quel momento, nocivo.
Spero che la bellezza e il mistero del lago di Como nascosti, eppure così vividamente disturbanti, mi accompagnino per un po', insieme agli occhi blu di un ragazzo incontrato per caso che, a sua insaputa, mi ha ricordato che esisto ancora, che sono, e sono sempre stata, in barba alla mia incuria, che non mi ha permesso di accorgermi che un velo nero mi aveva nascosta, anche a me stessa.
Sono sempre stata libera, ma ora mi sento anche liberata, e in momenti come questi mi compiaccio della mia indulgenza, mostrata sempre troppo agli altri, e poco a me.
C'è chi direbbe, dopo una grande decisione, "io ricomincio da qui", ma non c'è proprio niente che inizi di nuovo: tutto continua, si muove, sposta pesantemente ingranaggi, si affanna. Nonostante tutto, ciò che importa davvero è non staccare mai gli occhi dall'oriente, perché il sole, terminato il suo ciclo, tornerà. Sempre.
Mi credereste se vi dicessi che andrà tutto bene? Io l'avevo dimenticato, ma è davvero così, qualunque cosa accada. E continuerà ad essere così, finché ringrazieremo prima di tutto noi stessi, nel bene e nel male.
Spero che chiunque non riesca a comprendere tutto questo, un giorno, si accorga delle mie risate.
E grazie a Scarlino (GR), quasi una settimana fa. Un tributo agli amici!
mercoledì 23 marzo 2011
Pacchetto qualità
Ecco qua. Due mesi di autonomia, insofferenza, rabbia e delusione spazzati via dal sole di primavera. Magari non durerà, magari i problemi riemergeranno, ma oggi sono serena e spensierata!
Il mio scamiciato impero esce gloriosamente dall'armadio, i miei occhiali da sole vintage tornano a svolgere il lavoro per cui sono nati, una biciclettata fino in centro sotto il calore delle 11 del mattino, un po' di sano lavoro in biblioteca con la testa china sui documenti, un hot dog bello pieno di senape al bar, uno sguardo sul futuro professionale, uscita dalla biblioteca e... Eccolo: l'Uomodellamiavita! Celeste visione colorata!
Mi viene da ridere, perché mi sembra di tornare alle superiori, quando il classico "belloccio della scuola", che manco conoscevo, mi faceva battere il cuore per interi pomeriggi. Non che oggi succeda proprio così, purtroppo il tutto è molto meno romantico e kamikaze, però c'è del simile. Questo ragazzo condivide con il belloccio una caratteristica fondamentale: non so chi sia. Per gioco ho cominciato a notarlo, e ogni tanto lo incontro per caso in città, e volente o nolente comincio a ridere, complice la depositaria dei miei pensieri più cretini: la mia coinquilina.
E' stupido, frivolo e inutile, forse, ma ogni volta che lo vedo mi ridesta dal torpore di un periodo non troppo felice. La potenza del "pacchetto qualità"!
Ho coniato questo termine anni fa, quando mi sono resa conto per la prima volta (che sveglia!) che le donne amano applicare a uomini dal bell'involucro un'anima perfetta. Ecco, lui è perfetto, almeno per me. Intendo, quello che vedo. Ciò che c'è dentro per il momento non mi interessa. Sono passati i tempi in cui credevo che pensare alle caratteristiche migliori che avrebbe potuto possedere una persona mi avrebbe avvicinata al vero. E' molto probabile che l'Uomodellamiavita sia un essere orribile, così, a maggior ragione, è splendido che io non sappia niente di lui!
Un giorno, forse, succederà che vorrò conoscerlo. Allora potrebbe accadere come a Don Juan, nel film di Jeremy Leven, che tenefonando infine alla ragazza di una rivista, sulla quale aveva fantasticato, si è sentito rispondere di lasciarla in pace. Però, in fondo, devo ammettere che la sua idea di ciò che accade intorno a lui è una visione di salvezza, una spinta ad andare oltre ciò che, dal suo punto di vista, è solo una delle possibili realtà. Cosa accade, nel frattempo, in noi? Se questo ci rende felici, perché non approfittarne?
"Cosa rispondereste a qualcuno che vi dicesse che questo è un Ospedale Psichiatrico, che voi siete un paziente e che io sono il vostro psichiatra?"
"Gli rispondere che il suo è un modo abbastanza limitato e poco creativo di vedere la situazione. Voi volete sapere se capisco che questo è un Ospedale per malati di mente? Sì, lo capisco benissimo; ma allora come faccio a dire che voi siete Don Octavio ed io un ospite della vostra Villa? Guardando al di là di ciò che è visibile all'occhio".
(Don Juan de Marco)
Il mio scamiciato impero esce gloriosamente dall'armadio, i miei occhiali da sole vintage tornano a svolgere il lavoro per cui sono nati, una biciclettata fino in centro sotto il calore delle 11 del mattino, un po' di sano lavoro in biblioteca con la testa china sui documenti, un hot dog bello pieno di senape al bar, uno sguardo sul futuro professionale, uscita dalla biblioteca e... Eccolo: l'Uomodellamiavita! Celeste visione colorata!
Mi viene da ridere, perché mi sembra di tornare alle superiori, quando il classico "belloccio della scuola", che manco conoscevo, mi faceva battere il cuore per interi pomeriggi. Non che oggi succeda proprio così, purtroppo il tutto è molto meno romantico e kamikaze, però c'è del simile. Questo ragazzo condivide con il belloccio una caratteristica fondamentale: non so chi sia. Per gioco ho cominciato a notarlo, e ogni tanto lo incontro per caso in città, e volente o nolente comincio a ridere, complice la depositaria dei miei pensieri più cretini: la mia coinquilina.
E' stupido, frivolo e inutile, forse, ma ogni volta che lo vedo mi ridesta dal torpore di un periodo non troppo felice. La potenza del "pacchetto qualità"!
Ho coniato questo termine anni fa, quando mi sono resa conto per la prima volta (che sveglia!) che le donne amano applicare a uomini dal bell'involucro un'anima perfetta. Ecco, lui è perfetto, almeno per me. Intendo, quello che vedo. Ciò che c'è dentro per il momento non mi interessa. Sono passati i tempi in cui credevo che pensare alle caratteristiche migliori che avrebbe potuto possedere una persona mi avrebbe avvicinata al vero. E' molto probabile che l'Uomodellamiavita sia un essere orribile, così, a maggior ragione, è splendido che io non sappia niente di lui!
Un giorno, forse, succederà che vorrò conoscerlo. Allora potrebbe accadere come a Don Juan, nel film di Jeremy Leven, che tenefonando infine alla ragazza di una rivista, sulla quale aveva fantasticato, si è sentito rispondere di lasciarla in pace. Però, in fondo, devo ammettere che la sua idea di ciò che accade intorno a lui è una visione di salvezza, una spinta ad andare oltre ciò che, dal suo punto di vista, è solo una delle possibili realtà. Cosa accade, nel frattempo, in noi? Se questo ci rende felici, perché non approfittarne?
"Cosa rispondereste a qualcuno che vi dicesse che questo è un Ospedale Psichiatrico, che voi siete un paziente e che io sono il vostro psichiatra?"
"Gli rispondere che il suo è un modo abbastanza limitato e poco creativo di vedere la situazione. Voi volete sapere se capisco che questo è un Ospedale per malati di mente? Sì, lo capisco benissimo; ma allora come faccio a dire che voi siete Don Octavio ed io un ospite della vostra Villa? Guardando al di là di ciò che è visibile all'occhio".
(Don Juan de Marco)
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