Camomilla e a letto.
Ho bisogno di rilassarmi: a volte capita di doversi riposare... dal far niente. Ci sono giornate, come questa, che magari combini qualcosa ma tirando le somme, la sera, ti accorgi che in fondo non hai fatto niente. Solo perché non ci metti te stesso! Ecco, fai le cose, così, con la testa persa in altro, fuori controllo. Ma nel vero senso della parola. Magari lo fosse per una preoccupazione vera, una felicità insperata: no no! Niente: né tristezza, né gioia. Solo attesa.
Aspetti che qualcosa cambi, che qualcuno ti faccia "cu-cu" dal nulla...
... ma soprattutto speri di smetterla di aver paura dei fantasmi, solo perché di notte, a volte, fanno "buuu" e risultano anche poco credibili! E' davvero ora che la finisca di preoccuparmi di quello che succederà nella mia testa in fase REM. Ecco, dopo aver divagato con vampiri da dover fermare (che sembravano mia sorella quando cercava di mordermi da piccola: fastidiosi e basta) e Barbie basse con tacchi vertiginosi -sogni a dir poco esilaranti e distensivi- ho pensato: wow sono guarita! ... No dico, ma quando imparerò a non dare suggerimenti al mio cervello?
Consiglio per tutti coloro che hanno problemi di seccanti sogni ricorrenti: non - pen - sa - te - ci.
Io me li chiamo! La mattina appena ho un attimo di coscienza penso "evvai, non l'ho sognato!". In quel momento pregate di avere la forza di alzarvi con la sveglia perché, se la ritarderete, cadrete nell'incubo che volevate evitare, è matematico. E' sempre bene ricordare che il cervello non conosce il comando "NON": provate a pensare che non dovete pensare ad una determinata cosa... fatto? A cosa avete pensato? Ecco. Che sia da monito prima di tutto a me stessa, è ora di finirla!
Potreste ritrovarvi nella situazione paradossale (la mia) di aver già risolto la maggior parte dei problemi reali, ma quelli che continuano ad accadere nell'irreale non vi permettono di chiudere definitivamente una porta. Detto in altre parole: l'esperienza vissuta solo nella mente condiziona prepotentemente la realtà. Ben misero destino, soprattutto se si tratta di cattivi pensieri.
Insomma, non c'è davvero niente che dovrebbe distrarmi, le cose le capisco, sono anche persa in pensieri decisamente più allettanti, eppure a volte l'inedia riesce lo stesso a farla da padrona. Ti dici: dovrei uscire a fare due passi, e contemporaneamente pensi: troppa fatica mettersi le scarpe.
Domani si vive seriamente, senza storie. E stanotte speriamo che il rimedio delle erbe dia pace ai sogni.
Mi piaceva costruire disneyland attorno al castello... quand'è che mi si darà la possibilità di continuare da dove ho sospeso? Forse è tutta colpa dei giochi, ma che divertimento è se non ci sono?

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