Ieri sera, come tutte le sere, ero davanti allo specchio in procinto di struccarmi. Ci metto sempre un po' prima di farlo, perché resto a fissare per un attimo il mio riflesso. Credo che in quel momento io pensi sempre la stessa cosa: non ho voglia di togliere il trucco. Non è che non ne abbia voglia perché è un'operazione tediosa; non lo farei perché il trucco è come un incantesimo: passi il fondotinta, la matita, gli ombretti, il khol, il mascara e il phard, e ad ognuna di queste operazioni corrisponde una formula magica. Una volta finito noto che vestito, pettinatura e orecchini sono in perfetta armonia con il mio viso e, sembrerà strano, ma questa è un'arma potentissima! Non la definirei una maschera, non copre niente di me, ma le azioni lente e precise che compio mentre mi trucco sottolineano sfaccettature di me, quelle più forti e più sicure, che trovano una naturale applicazione nel mondo, in mezzo alla gente. Toglierlo? Vorrei che quelle sensazioni fossero il filo rosso della mia vita, sempre! Il mio viso, senza incantesimi, sono solo io, cento per cento, con tutti i miei dubbi e le mie debolezze.
Beh, non è che tutte le volte pensi a tutto questo, ma come spesso accade, quando si presta attenzione alle minime azioni di tutti i giorni, si scoprono significati nascosti, che sono come dei piccoli punti sbagliati in un lavoro a maglia: conviene accorgersene in fretta e correggerli prima di disfare tutto.
So perfettamente perché, in tutto questo, ieri sera ho pensato a "Le relazioni pericolose", alla scena finale in cui la Marchesa de Merteuil, aspramente criticata da tutti i presenti al teatro, mantiene un contegno, finché non si abbandona alle lacrime davanti alla toeletta, proprio mentre toglie il trucco dal viso.
Avrò visto quel film almeno sei o sette volte, e mai, dico mai, sono riuscita a condannare la Marchesa de Merteuil. Insomma, chi diavolo è Madame de Tourvel?! E' Michelle Pfeiffer, e ci sta che sia talmente gnocca da oscurare tutto il resto ma, andiamo, le piace vincere facile! Senza la sua bellezza sarebbe solo una ragazza tendenzialmente insipida, tutta doveri coniugali e chiesa, con la lacrima facile. Una donna che si lascia sopraffare dalla serrata e impudica corte di un uomo (stronzo) che la conquista dopo estenuanti assedi. E' un trofeo, nasce così, eppure, vuoi per il sapore della conquista, vuoi per la semplicità e inutilità di Madame de Tourvel, Valmont se ne innamora. Che fastidio? Sì.
Insomma chi è che abbiamo dall'altra parte? La Marchesa de Merteuil si rifiuta di stare al suo posto, quello assegnatole alla nascita da una società di stampo più che maschilista, ma non rinuncia a vivere nel mondo. Una donna intelligente, perspicace, che riesce a tenere testa ad un uomo, a giocare con le sue stesse armi, che proprio per questo esercita un fascino irresistibile, anche su Valmont. La sua unica colpa è quella di essere anche lei, come Madame de Tourvel, vittima di un sistema sbagliato. La Marchesa de Merteuil, per essere libera, decide di fare l'uomo e al contempo continuare ad essere una donna, ecco cosa paga.
E allora il suo unico peccato qual è? Di non essere stata onesta con sé stessa, per paura di perdere ciò che era stata fino a quel momento. Orgoglio, forse, presunzione, ma tanto dolore nel rendersi conto che l'uomo che amava si stava innamorando di un'altra, una che era tutto ciò che lei disprezzava, una che aveva lottato tutta una vita per non essere. L'odio scoppia, l'acceca, non riesce ad abbandonarsi ai suoi sentimenti, non riesce ad arrendersi a perdere la sua forza, ad esporsi, a togliersi il trucco. Ed ecco... perde.
E' un errore? Sì. Ma quante persone hanno avuto situazioni simili? Quante non hanno accettato, o non riescono affatto ad essere, "persone semplici" e hanno sofferto proprio per questo? Quanti hanno perso qualcuno perché ha scelto la via più facile?
In ogni persona intelligente, complessa ed affascinante c'è la Marchesa de Merteuil. Ognuna di esse dovrebbe struccarsi. Solo allora capirebbe che scoprirsi non è abbandonare la propria forza, ma comprendere di averne una più grande.

http://www.youtube.com/watch?v=JQb-MAq5mZo (da 1:52) :D
RispondiElimina:D Oddio... non è una questione di essere orrende o no... Però divertente!!
RispondiEliminaMi sa che, alla sua età, anche Rambo se si togliesse il cerone al gares dele bele rughe ;)
Anche io quasi tutte le sere perdo diverso tempo a fissare lo specchio, anche se non per struccarmi.
RispondiEliminaDopo un po' inizi a vedere la tua giornata passare davanti, poi i giorni scorsi, fino a tornare indietro con gli anni. Inizi a pensare a tutti quei momenti, che non hai sfruttato, tutte quei pensieri mai detti, e quelle decisioni sbagliate che ti hanno portato a questo momento. Solo nella tua stanza a guardati allo specchio. La tua immagine riflessa ti guarda con disprezzo come volesse dire "come hai fatto a ridurti cosi". Non e' la sola che solo chiede, i minuti passano e il letto alle tue spalle ti ordina di sdraiarti sopra di lui, per un altra nottata da incubo. La sveglia la tua unica amica, durante la notte, fedele continua il suo lavoro. I minuti passano e questo incubo sta per terminare, ogni ora la controlli per vedere che non faccia scherzi, per il resto del tempo guardi il muro o cerchi di chiudere gli occhi in cerca di un aiuto. La mattina ti rialzi piu' distrutto di prima, ma ringrazi perche' anche questo giorno e' passato. −1 grazie! questo e' il primo pensiero guardandoti allo specchio.
Carissimo, la giornata, i giorni scorsi e gli anni hanno una cosa in comune: sono il passato. Lascia stare i fantasmi e prova a sorridere davanti a quello specchio. Non per il futuro, che è il giorno dopo, ma per il presente.
RispondiEliminaFinché avrai paura degli incubi continueranno a venire...
"Non guardare al passato con rabbia o al futuro con con ansia, ma guardati intorno con attenzione". (James Thurber)