giovedì 25 agosto 2011

In libertà

"Mai tornare indietro, neanche per prendere la rincorsa." (A. Pazienza)

A non guardarsi indietro ci sono arrivate un po' tutte le culture, nella storia. Possibile che l'uomo se ne dimentichi sempre? E' più forte di noi - anche questo avevano già notato -, ma chi si volta è perduto, diventa una statua di sale.
Non si vive così. Nella vita non si dovrebbe aspettare, mai. Solo andare avanti, sempre.
In fondo siamo abbastanza complessi da poter bastare a noi stessi. Cosa temiamo, davvero? Dovremmo fidarci di ciò che ci ha insegnato il passato, di quello che ci è stato detto da ogni voce, e non tornare indietro per verificare se è ancora vero.
Questo è abbandonarsi alla vita.
Le più belle soprese arrivano quando non ce le aspettiamo.



4 commenti:

  1. Non mi torna una cosa:
    perche' fai un lavoro che punta tutto sul guardare indietro?

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  2. Ahahah! Vero... infatti ho un po' di problemi nel *non* guardare indietro.
    Di solito quello che scrivo sono consigli prima di tutto per me!
    Ne stavo giusto parlando con mia sorella ieri: quando si dice che bisognerebbe separare il lavoro dal resto della propria vita credo che ci si riferisca anche ad automatismi di pensiero che, se per la professione risultano ottimi, per la vita possono essere dannosi.

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  3. C'e' qualcosa che non mi torna.

    Se provi a chiedere a tua sorella che sicuramente avrà un background scientifico ti dira' che ad una funzione corrisponde un risultato univoco, a meno di parametri, che non ne disturbano il comportamento.

    Quindi, seguendo una strada razionale e tecnica, se credi e vuoi vivere secondo quella frase dovresti abbandonare il tuo lavoro e criticarlo.

    Se invece sei sulla strada più filosofica dovresti trovare una soluzione ai tuoi problemi passati affrontandoli e non abbandonandoli, comportamento che hanno bambini o animali quando han paura delle conseguenze.

    Il bello della via filosofica e' proprio quello di poter parlare dei problemi cercando le motivazioni tramite ogni forma d'arte, poesia disegno, guerre, litigi, musica, ...

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  4. Non ci penso neanche ad abbandonare cose irrisolte per strada!

    Il senso del mio discorso scaturisce dalla mia continua tendenza a riprendere le cose in mano, soprattutto quelle dei passati più recenti, sviscerarle e chiedermi tanti "E se?" entrando in una spirale di ansia e paranoia che davvero non porta da nessuna parte.
    Se non vuoi usare il "Andare avanti", puoi usare il "Guardare le cose dall'alto".
    Il "fidarsi", anche di se stessi, in queste operazioni poi è fondamentale.

    Piccola precisazione: nonostante questo sia un pensiero scaturito per darmi "carburante", non è sempre detto che le cose che scrivo, sebbene siano miei pensieri, rispecchino sempre il modo in cui vivo. A volte sono riflessioni, altre esagerazioni, altre ancora provocazioni.
    Servono a suscitare altri interrogativi a catena, anche in chi ha la pazienza di leggere.

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