Il giudizio degli altri a volte pietrifica, in certi casi poi è quasi impossibile sfilarselo di dosso, ma il segreto è tenersi sempre bene ancorati alla terra della realtà, e proseguire nel proprio volere e nella propria giustizia. Un giorno, oltre che nella mia testa, potrò anche esclamare a gran voce: "Tu non hai nessun potere su di me" (Labyrinth). E sì, se la tenga la gloria. La ruota gira.
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| Burne-Jones - The Wheel of Fortune |
18/03/2011
"Mi sento braccata. Sono una donna vittima della sua condizione o ne sono parte attiva?
Vedo una ragazza sorridere, dal finestrino del treno, e penso a me, a quando sorridevo allo stesso modo dopo aver ricevuto un messaggio, un'attenzione, dall'uomo di cui ero innamorata. Si può essere felici per altro? Ho mai riso da sola, in quel modo, per altro? Davvero si riduce tutto a questo? E perché sono triste, adesso? Ancora per questo!
Eppure sento un'insofferenza, come se mi agitassi per liberarmi, ma senza troppa convinzione. Rassegnata a dover provare queste emozioni, a non poter scappare, come se fosse inutile.
Quanto è giusto accettare tutto questo? E quanto dovrei forzarmi se non lo facessi? Ecco dove mi sono incastrata: in qualche punto fra la consapevolezza che è ingiusto che io provi sofferenza, e la convinzione che non è ribellandomi ad essa che mi libererei.
Dove vado?
Perché, se dico a me stessa "Sono una donna", il termine mi porta irrimediabilmente al confronto con l'uomo? Con gli uomini? Come se il mio valore dipendesse dall'averne uno accanto, ed esserne felice (per carità)?
Come posso trovare una mia dimensione?
Mi conosco da quando sono nata. Io sono l'unica persona che non mi ha mai, davvero, abbandonata. Però, quando io stessa mi dico di amarmi, in tutta onestà dovrei rispondermi: non ci riesco! Ecco il vero nocciolo della questione! Io riesco ad amarmi solo quando sono amata, perché scopro che riesco a stupire un'altra persona, che posso darle tanto. Io non riesco a stupire me stessa, non saprei da dove cominciare! E non sopporto più che un uomo riesca a vedere in me ciò che io non vedo! Mi correggo: mi sono più volte piacevolmente stupita di me stessa, in condizioni di serenità e libertà (ma sempre con qualcuno accanto) e non reggo il pensiero che la persona con cui condividevo tutto questo non se ne sia accorta, non se ne sia innamorata come stavo facendo io.
E' questo che mi ha schiantata? E' questo che quest'estate stavo facendo, anche da sola, e che ora non mi riesce più? E' stanchezza? Rassegnazione? Insofferenza? Paura? Cosa c'è che non va?
Dove sono?
Devo uscire di qui. E sto aspettando qualcosa, non so cosa, che mi dia la certezza che quando varcherò la soglia del mio isolamento, sarò davvero pronta. Il punto è che non so cosa aspettare, non so in che forma si manifesterà, come me ne accorgerò, cosa mi capiterà. So che devo farlo da sola ma, se è così, sto facendo tutto il possibile? Che cos'è, poi, tutto il possibile? E' tutto nuovo e vagamente spiacevole. E, se dipende da me, dovrò pur fare qualcosa, no? Qualcuno mi dica cosa!
No. Nessuno. E' giusto così.
Forse un giorno, semplicemente, mi stancherò di guardare il cielo fra le sbarre e vorrò vederlo intorno a me".
Se una persona crede davvero che tu possa solo reagire come lei, vuol dire che di te non ha mai capito niente. Forse è per questo che non ti ama.

Dimmi se ho ragione…
RispondiElimina1. Non hai mai lavorato seriamente come responsabile di un gruppo di persone.
2. Hai un fratello/sorella, con cui parli quasi tutti i giorni.
3. Hai fatto passare diversi ragazzi, magari saltando tornando da uno o da un altro anche nel giro di qualche settimana.
NOTA: Questi tre punti non sono assolutamente critiche.
Il punto 1, ti porterebbe a capire che sei tu che dovresti "dare una mano" agli altri. Forse questa cosa non ti e' familiare, ma ti faccio un esempio.
Quando lavori, e "hai una certa educazione", il tuo io di obbliga a lavorare fino a "missione conclusa" anche per gli altri (senza un centesimo extra e senza un gran stipendio). Se ti capiterà' di dover gestire un gruppo (e spero ti capiti, perché e' davvero una esperienza che ti fa guardare tutto in modo diverso) imparerai a riconoscere diversi tipi di persone, quelli che non sono interessati al lavoro, che entrano alle 9.00 e alle 18.00 son già fuori, quelli che ci provano ma non ci riescono e quelli che fanno il loro e di più senza avere un grazie. Dovrai trovare il modo di parlare con la gente, cercare di farti spiegare i motivi, e cercare di aiutarli per ottenere il meglio dal tuo team.
Punto 2, senza un fratello/sorella, non avresti di questi problemi. La tua vita probabilmente farebbe schifo fin dai 3 anni, quando inizi ad accorgerti, che nella tua stanza sei da solo, non hai nessuno con cui parlare. I tuoi genitori lavorano tutto il giorno, e quando tornano a casa devono pensare alla casa o altre faccende da adulti, e tu rimani in un angolo, con i tuoi pensieri e con la voglia di giocare e parlare. Ma dopo alcuni anni capisci che sei solo, e inizi ad avere sempre meno parole. Quando poi incontri qualcuno, non sai come comportarti e quando trovi il tuo vero amore, non sei nemmeno capace per dirgli ti amo, perché non ti riesci a fidare di un qualcuno diverso da te stesso.
Punto 3, questo si capisce da una frase in uno dei tuoi ultimi post "purtroppo il tutto è molto meno romantico" in congiunzione con punto 1 e punto 2.
Ok, dopo questi tre punti che anche se son sicuro son la verità tu probabilmente avrai da obbiettare :)
Il mio consiglio e' questo. Trova qualcuno con il quale tu possa parlare veramente, senza bugie o segreti, qualcuno che rispetti e con il quale tu ti possa incazzare e "dargli parole" senza la paura che il giorno dopo non ti parli più. Ti posso assicurare, che troverai molte risposte.
Se posso darti un consiglio, pesca tra gli/le ex che tuo/a fratello/sorella ha lasciato. Questo perché scoprirai le due verità' e vedrai i due diversi modi di pensare e vedere le cose.
1. Sì, ho lavorato come responsabile di un gruppo di persone (nel mio lavoro è piuttosto frequente);
RispondiElimina2. Sì ho una sorella, ma non ci parlo quasi tutti i giorni;
3. Mai saltata da un ragazzo all'altro, ho avuto storie di anni con 3 ragazzi, l'ultima in questione di 4.
"Trova qualcuno con il quale tu possa parlare veramente, senza bugie o segreti, qualcuno che rispetti e con il quale tu ti possa incazzare e "dargli parole" senza la paura che il giorno dopo non ti parli più": le ho, sono sempre vicino a me, questo è solo uno spazio di condivisione e di opinione.
Prima di dire con convinzione che conosci una persona da quello che scrive su un blog rifletterei.
Ad ogni modo, se volevano essere consigli e non giudizi, ringrazio comunque.
@anonimo:
RispondiEliminaLA verità non c'è. Esistono TANTE verità....questa evidentemente è la tua................
Maria
Se ti interessa un weekend a firenze fammi sapere :)
RispondiEliminaEheh! Grazie TH! :D
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