domenica 20 marzo 2011

Trasformazioni dall'interno

Si vorrebbe sempre che le gratificazioni fossero immediate. Non ci si accorge che ogni giorno ci facciamo delle piccole coccole che seminano i grandi germogli dei veri cambiamenti. Bisogna tornare bambini per trasformarsi, per farsi nuovi dall'interno.
Quando si è piccoli si guarda con totale fiducia verso mamma e papà. Una delle condizioni che più fa tornare quelle sensazioni, da grandi, è la malattia. Eccomi oggi con il mio tenace raffreddore a curarmi: ho preso un'aspirina (subito dopo mangiato), ho cosparso di olio 31 un fazzoletto di carta che tengo sul cuscino e sto ciucciando una spregevole caramella per la tosse. Tutto perché devo dormire, perché sento con maggiore intensità di volermi bene e perché vorrei che riuscissi a riposare. "Vorrei che la mia bambina facesse tanti bei sogni e riuscisse a riposare", questo pensavano e pensano per me i miei genitori. Loro mi hanno trasmesso l'amore per una cura che ora rivolgo a me stessa. Un aver cura di me che è impensato perché radicato, automatico.
Io, genitore e figlia, adulta e bambina. E' questa la dualità interiore necessaria alla crescita?

2 commenti:

  1. If I should have a daughter, instead of Mom, she's gonna call me Point B ...
    http://www.ted.com/talks/sarah_kay_if_i_should_have_a_daughter.html

    RispondiElimina
  2. Veramente splendida! Ti ringrazio Sarah.
    Direi che tutto il testo merita di essere pubblicato e dedicherò un intervento sul blog apposta.
    Grazie ancora!

    "Your voice is small but don’t ever stop singing
    & when they finally hand you heartbreak,
    slip hatred & war under your doorstep
    & hand you hand-outs on street corners of cynicism & defeat,
    you tell them that they really ought to meet your mother".

    RispondiElimina

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