lunedì 12 settembre 2011
Adapt or die
"Music: The combination of sounds with a view to beauty of form and expression of emotion." (Hanna)
Oh, ecco. Dopo Faver Ray, dopo i Celti, dopo che oggi riscoprivo lo stesso slendido suono ancestrale - così mescolato con ritmi nuovi e gracchianti che scavano qualcosa nel profondo dei miei occhi - dei School of Seven Bells, dopo che mi dicevo "Come ho fatto a dimenticare di nuovo?", ecco: Hanna. Mai avrei sperato che la mente di qualcuno, in questo caso di Joe Wright, parlasse la mia stessa, identica lingua, quasi mi stesse facendo l'occhiolino.
Forse non è un film proprio originale, forse ha mancato qualche perfezione, ma chiunque mi chiedesse un parere in merito mi troverebbe muta, con le iridi scintillanti, perché l'ho sentito mio, e come fai a spiegare perché ti piace qualcosa che parla da dentro?
E' ufficialmente diventato uno dei miei film preferiti di sempre. Neo-paleolithic, fratelli Grimm, il visino senza tempo di Saoirse Ronan (di cui mi sono follemente innamorata), funghi al contrario e Chemical Brothers non potevano non avere tutto il mio più sentito appoggio. Ringrazio chi di dovere per avermi dedicato, a sua insaputa, questa pellicola!
Drop the beat.
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